Imer Access | Un bilancio sulla Divisione Access insieme a Matteo Iori

Matteo Iori, Direttore commerciale di Imer Access, ha commentato l’andamento del mercato Italia ed estero, le prospettive 2024, i prodotti di punta e l’imminente partecipazione a Intermat.

Matteo Iori, Direttore commerciale di Imer Access

Un incarico in linea con il passato

Matteo, da inizio 2023 Lei è il nuovo Direttore commerciale di Imer Access. Può farci un bilancio personale descrivendoci come si è trovato, dopo più di un anno, in questo nuovo incarico?

“Se come Direttore commerciale sono abbastanza ‘fresco’, va precisato che la mia avventura nel mondo Access ha avuto inizio nell’anno 2000 con l’azienda Iteco, che precedentemente collaborava con Imer. Negli ultimi 15 anni, in particolare, mi sono occupato di post vendita, customer care e area commerciale, dunque il mio è stato un ‘passaggio’ abbastanza naturale che mi ha evitato traumi rispetto a chi inizia da zero con questa attività. Si tratta di un incarico con grandi responsabilità, ma il bilancio è sicuramente positivo pur nelle difficoltà di un mercato che in questi ultimi anni, dal Covid in poi, ha vissuto una situazione ‘drogata’ da incentivi, e ora sta tornando lentamente alla normalità”.

Come sta andando la Divisione Access in Italia? Qualche Sua riflessione sul bilancio del 2023

“In generale per l’Italia il 2023 è stato un anno positivo, nonostante il rallentamento di un mercato che, per anni, aveva spinto in modo deciso. Infatti per il mercato dell’Access la crescita è iniziata nel 2015, nel 2019 si pensava di essere giunti ai massimi livelli, poi è giunto il Covid e, per fronteggiare i sei mesi devastanti della pandemia, alcuni Stati hanno innescato specifici meccanismi atti a supportare l’economia in difficoltà.

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Quindi, il momento di leggera flessione che ci si aspettava nel 2020 si è spostato tra il 2023 e il 2024. Il 2023 per Imer Access è stato un anno storico in quanto abbiamo raggiunto il fatturato maggiore grazie anche al supporto degli ordini riferiti al 2022. Nonostante il calo dell’influsso di Industria 4.0, il mercato italiano ha tenuto bene soprattutto nel Sud Italia con gli incentivi ancora presenti, e ha sfiorato il 50% del fatturato aziendale”.

E per quanto riguarda l’Estero?

L’Europa è decisamente in flessione e in difficoltà. Francia e Germania, da sempre paesi centrali per tutti i costruttori, hanno registrato nel 2023 cali davvero importanti, che stanno continuando anche nel 2024. Da lì la nostra scelta, l’anno scorso, di aprire il mercato australiano, che da subito ci ha portato ottimi risultati. Abbiamo sviluppato ancora di più il mercato statunitense attraverso una nostra filiale, e abbiamo aperto un’attività nel mercato del Middle East, perché nei prossimi anni in Arabia Saudita sono previsti importanti investimenti”.

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Come vede il 2024?

“Tutti noi del settore siamo concordi nel pensare che quest’anno si registrerà una leggera flessione nel mercato del sollevamento rispetto al 2023 che, come dicevo, è stato un anno record per Imer Access. Dal 2021 al 2023, con il boom degli incentivi, i noleggiatori hanno fatto acquisti forse più del necessario, ma il 2024 viene vissuto come un anno ‘sabbatico’ lontano dagli investimenti.

Oggi le consegne ad un anno non esistono più, né per noi né per diversi nostri competitors, quindi si sta tornando verso un mercato più ‘normale’. Il mercato francese, tedesco e la Scandinavia sono in difficoltà, così come nel resto del mondo ad eccezione dell’Arabia Saudita e alcune aree degli Stati Uniti. Si spera che questo rallentamento termini in autunno, e ci sia una riapertura verso gli investimenti, dato che i lavori non mancano e l’indice di rotazione nei parchi di noleggio sembrerebbe essere ancora buono”.

Soffermiamoci ora sulle macchine di punta di questa Divisione. Già durante il GIS 2023 sono stati esposti alcuni modelli di piattaforme cingolate, giusto?

“Esatto, volevo arrivare proprio a questo. Se guardiamo al periodo post Covid, notiamo che il mercato delle piattaforme a pantografo, da sempre nostro core business, è stato ‘prepotentemente’ attaccato da numerose aziende cinesi, alcune di poco conto, altre molto forti, ben strutturate e con risorse illimitate. Questo ha messo in difficoltà sia noi sia altre aziende da sempre leader in questo specifico settore. Quindi, strategicamente, già dal 2020 abbiamo deciso di affiancare a questo prodotto, storico per la nostra divisione, anche la nuova divisione di piattaforme cingolate.

Il Ragno è diventato strategico per tutto il Gruppo Imer, è uno dei prodotti sui quali investiamo di più e che ci ha consentito di conquistare una considerevole fetta di quote di mercato. In Italia esistono numerosi costruttori di piattaforme cingolate, ma si tratta di competitors con dimensioni limitate, che consentono una concorrenza più gestibile anche da parte di una realtà come la nostra. Riguardo gli Spider, al momento proponiamo quattro altezze operative, da 13 a 23 m, e i modelli sono l’IM R 13 T (telescopico), l’IM R 15 DA (doppio articolato), l’IM R 19 SA EVO (articolato semplice) e l’IM R 23 DA (doppio articolato).

A breve usciranno due nuovi modelli, l’IM R 18 SA e l’IM R 20 DA, sui quali abbiamo investito molto modificando anche la filosofia produttiva e industriale. In particolare l’IM R 20 DA è un Ragno 20 m a doppia articolazione destinato a gran parte dei nostri clienti, sia a livello di noleggio che a livello finale, molto efficace per l’agricoltura e per l’edilizia. A Bauma 2025 presenteremo due modelli che raggiungeranno i 30 m, molto adatti ai mercati statunitense e australiano”.

La produzione delle piattaforme a pantografo prosegue invariata?
“Assolutamente sì. La presenza di Ragni non ha compromesso gli investimenti su questo settore, e proprio l’anno scorso sono usciti nuovi modelli. Non dimentichiamo che le ‘forbici’ rappresentano, ormai da 30 anni, il fiore all’occhiello della nostra Divisione. Riguardo le piattaforme a forbice cerchiamo di differenziarci dalla concorrenza proponendo modelli speciali, direi di nicchia. L’IM 5080 UL è un microscissor molto interessante grazie alla sua estrema leggerezza. L’IM 7380 AC, l’IM 10090 AC e l’IM 12090 AC sono macchine per la logistica molto compatte, che raggiungono altezze operative importanti (fino a 14 metri) e siamo gli unici a produrle. C’è poi l’IM 14122 AC, oltre alle macchine da esterno caratterizzate da particolari soluzioni in altezza ma anche nella motorizzazione bi-energy, ovvero sia diesel che elettrica (IM 13180), e full electric (IM 17220) adatta alle ristrutturazioni interne. Anche in questo settore infatti, la sostenibilità viene sempre più seguita dai noleggiatori, di conseguenza stiamo spingendo sempre di più macchine a batteria che contribuiscono a diminuire l’impatto ambientale in alcune opere cantieristiche”.

Qualche anticipazione su Intermat?
“La fiera parigina apre i battenti oggi. Noi, come sempre, siamo presenti con il nostro socio Imer France, la filiale più grande che abbiamo. Si avvale di uno staff di circa 100 elementi e copre tutte le linee di prodotto di Imer Group, compresa quella di Imer Access. Dunque, saremo presenti con un ricco stand, e per la nostra linea saranno protagoniste alcune forbici standard, una piattaforma cingolata 19 metri al litio, e macchine elettriche, confermando il leitmotiv della fiera dedicato alla sostenibilità.