Midolini Group | La Paceco viene giù

Utilizzando la sua possente TC2800, Midolini in poche settimane ha completamente demolito una grande gru ormai dismessa all’interno del porto di Trieste.

La riqualificazione del porto di Trieste passa anche dall’attività di demolizione di vecchie strutture in disuso. È questo il caso del recente abbattimento della gru Paceco a opera della TC2800 di Midolini che ha completamente smantellato questa gru portuale da tempo inutilizzata.

Il cantiere e la macchina

L’Ing. Marco Lauri responsabile commerciale per Midolini

“La gru, in precedenza appartenuta al Gruppo Arvedi”, ci spiega l’Ing. Marco Lauri responsabile commerciale per Midolini, “unitamente ad altre due macchine operanti nella stessa area, era dedicata alla movimentazione del rottame tra le navi e la banchina. Dopo aver subito un primo revamping, la Paceco parecchi mesi fa era uscita dai binari a causa di forti venti di bora. Pur non ribaltandosi, era andata contro i respingenti e da allora, dopo essere stata messa in sicurezza, non ha più svolto alcuna funzione”.

Nell’ambito delle opere di rimodernamento del porto triestino, a Midolini è quindi stato richiesto un intervento finalizzato a smantellare completamente la gru portuale. “La banchina in oggetto”, riprende Lauri, “è un manufatto risalente agli anni Cinquanta, il che ha comportato un preciso studio del posizionamento dei mezzi che non potevano appoggiarsi alla banchina. In origine si era previsto di intervenire con due gru da 400 e 500 t che dovevano lavorare in tandem, ma le difficoltà relative alla tenuta della banchina ci hanno indotti a optare per la TC2800 che però è stata posizionata sul retro-banchina, cioè nell’area in cui a suo tempo venivano scaricati i rottami. Questa scelta ci ha portati decisamente lontani dalla gru da smantellare e si deve anche considerare un raggio di lavoro piuttosto stretto. Queste caratteristiche di cantiere hanno portato a una configurazione della macchina con braccio in linea e, per arrivare alla distanza di 70 m, abbiamo adottato un braccio da ben 102 m di lunghezza. La macchina è inoltre equipaggiata con il runner con gancio da 160 t da utilizzare per i tiri più semplici, mentre il braccio ha previsto il gancio da 400 t”.

I pesi in gioco

Tra le variabili importanti del cantiere triestino spiccano certamente i pesi da movimentare. “Essendo una gru piuttosto datata che tra l’altro ha subito dei revamping e varie migliorie”, riprende l’ing. Lauri, “era praticamente impossibile avere la certezza dei pesi in gioco. Abbiamo fatto delle stime e, pur affidandoci alla grande esperienza del demolitore che ha collaborato con noi, abbiamo sempre scelto la via della prudenza, suddividendo in più parti ogni singola sezione.

A tale proposito abbiamo equipaggiato la TC2800 anche con la tavola aggiuntiva da 150 t e questo ci ha consentito di fare il lavoro in relativa serenità”. Le varie parti da rimuovere sono state sezionate da un demolitore specializzato che per raggiungerle ha utilizzato le passerelle della gru stessa e, nelle aree meno elevate, alcune piattaforme aeree.

La progettazione e le fasi dell’intervento

Per programmare al meglio l’operatività in cantiere, i progettisti di Midolini hanno lavorato in modo estremamente scrupoloso producendo un enorme quantitativo di tavole in 3D, che hanno scandito il timing dell’intero intervento.

“La demolizione della gru è partita dal braccio lato mare, con il primo taglio fatto oltre i tiranti, lavorando a circa 40 m di altezza. Poi sono stati smontati i tiranti ed è stata tagliata un’altra sezione. L’intero braccio, grazie alla portanza della TC2800, è quindi stato eliminato in sole quattro fasi. Per quanto concerne il braccio lato terra, che era più corto, è stato affrontato senza l’uso della tavola. Tolto il braccio, che rappresentava la parte più complessa da demolire, ci siamo concentrati sulla sala argani, posta sul moncone che collega i due portali. Questo elemento, dal peso di 60 t, è stato fatto scorrere verso l’esterno e poi è stato portato a terra. Mentre le sezioni centrali della gru sono state appoggiate sulle travi esistenti, andando a scaricare i pesi sui binari e non sulla banchina. Poi si è proceduto con i pilastri e infine con le carrelliere cioè le parti più pesanti dell’intera struttura, attorno alle 100 t ciascuna”.

Impressionanti i numeri in gioco. La TC2800 di Midolini ha lavorato a oltre 70 m di distanza, demolendo un braccio di complessivi 100 m di lunghezza, posto a 40 m di altezza sul mare. L’altezza massima della gru era di 59 m.

Tempistiche rispettate

Al netto del lavoro di progettazione, l’intervento è durato tre settimane e la macchina non è mai stata cambiata di posizione, ha quindi lavorato esclusivamente di braccio. Ovviamente sono però variate le zavorre al variare della configurazione della macchina. Durante il cantiere la società ha utilizzato una squadra composta da tre o quattro uomini (due gruisti più il personale addetto alla zavorra), mentre le fasi di montaggio e smontaggio hanno visto la partecipazione di una decina di addetti e l’utilizzo di una gru da 120 t di appoggio.

Nasce Midolini Group

Qella di Midolini è da sempre una storia di imprenditoria laboriosa e lungimirante che inizia, nel 1950, quando in Friuli mancavano le infrastrutture e le industrie, mentre lo sviluppo reale del dopoguerra doveva ancora iniziare. Da allora la società ha fatto passi da gigante e da gennaio 2024 la storica Fratelli Midolini è diventata Midolini Group. Con una squadra che quest’anno supererà i 400 professionisti, Midolini Group offre servizi specializzati in tre principali settori:

  • Logistica con Midway;
  • Terminal portuali con Midsea srl;
  • Sollevamenti&Trasporti con Midlift in partenza formale a luglio.

Inoltre, nel febbraio 2024, è stata costituita anche M-Safe, società specializzata in sicurezza, formazione e verifiche, con esperienza e competenze specifiche nel settore del sollevamento, delle attività portuali e della logistica.

Lavorare nei porti

Com’è facile intuire, il settore portuale per Midolini riveste un’importanza particolare. Midsea srl è la società di Midolini Group specializzata in attività portuali che opera in tutti i porti del Friuli Venezia-Giulia (San Giorgio di Nogaro, Monfalcone e Trieste), sia direttamente che tramite le società partecipate Seaway, G.S.T. e Terminal Porto Nogaro.

2024-06-30T19:02:47+02:0027 Giugno 2024|Categorie: AZIENDE, FOCUS, Midolini Group|Tag: |